Incontro IBL con Bernardo Mattarella sul FOIA italiano

“Un Foia per l’Italia”
confronto sulla legge per la libertà di accesso all’informazione di prossima presentazione

18:00 – Martedì 24 Novembre
Associazione Stampa Romana
Sala Paola Angelici – 1° piano –  Piazza della Torretta 36, Roma

intervengono

Bernardo Mattarella, capo ufficio legislativo del Dipartimento per la funzione pubblica
On. Anna Ascani, deputato PD
Ida Nicotra, componente dell’Autorità nazionale Anticorruzione
Ernesto Belisario, componente del Tavolo permanente per l’innovazione e l’agenda digitale italiana presso la presidenza del Consiglio dei ministri
Guido Romeo, data&business editor di Wired Italia, presidente Diritto Di Sapere

coordina

Serena Sileoni, vicedirettore generale, Istituto Bruno Leoni.

Martedì 24 Novembre, per la prima volta la società civile potrà confrontarsi con chi sta scrivendo il futuro del diritto di accesso alle informazioni in Italia.

Con l’approvazione della riforma della Pubblica Amministrazione lo scorso Agosto e grazie all’emendamento firmato dagli Onorevoli Anna Ascani e Paolo Coppola, il Governo ha ricevuto dal Parlamento il mandato di scrivere entro sei mesiun decreto per una nuova legge sulla libertà di accesso all’informazione.

Annunciata come il Freedom of infomation act (Foia) italiano la nuova legge dovrebbe facilitare l’accesso, da parte dei cittadini ai documenti, alle informazionie ai dati in mano alle Pubbliche Amministrazioni.

Si tratta di una misura essenziale che la maggioranza delle democrazie avanzate possiede già da anni e che garantisce un’amministrazione più trasparente, un miglior contrasto della corruzione e un’economia più competitiva.

Nella conferenza stampa organizzata da Foia4Italy lo scorso 29 Ottobre, l’On. Anna Ascani, firmataria anche della proposta di legge 3042 sul diritto di accesso ispirata al testo di Foia4Italye oggetto di tre review internazionali, ha confermato che il decreto è in fase di scrittura e che entro la fine dell’anno l’Italia avrà un Freedom of Information Act. Tuttavia, l’efficacia del provvedimento dipenderà enormemente dal suo contenuto del quale,a 100 giorni dalla scadenza del mandato governativo, non si conosce alcun dettaglio.

Riunendo le principali personalità attive nella promozione, nella stesura e nell’applicazione del Foia italiano, l’incontro organizzato dall’Istituto Bruno Leoni sarà, dunque, un’importante occasione per dibattere su temi fondamentali quali l’impatto dell’accesso universale sull’economia italiana, il bilanciamento con l’obiettivo di un’amministrazione snella ed efficiente, l’integrazione alle azioni di lotta alla corruzione.

 

Scarica comunicato stampa

  • Standard Post
  • Written by admin

Perché serve una consultazione pubblica sul FOIA italiano

Il Governo annuncia un FOIA entro l’anno ma non fornisce alcun dettaglio su come sarà. Intanto le analisi internazionali sull’unica proposta di legge avvertono: necessarie drastiche modifiche per avere un vero diritto di accesso.

Video conferenza stampa: http://webtv.camera.it/archivio?id=8548&position=0

Il primo Freedom of Information Act italiano diventerà legge entro l’anno. Lo ha confermato ieri l’On. Anna Ascani (PD) durante una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Questa nuova legge sulla libertà di accesso all’informazione, già presente in più di 100 paesi e universalmente riconosciuto come cardine della trasparenza e dell’Open governement, è anche oggetto di una petizione su Change.orgfirmata da più di 41mila italiani.

Ad oggi l’unico testo depositato dalla maggioranza alla Camera è la proposta di legge 3042 a firma di Anna Ascani (PD) dello scorso 15 aprile che, insieme all’On. Paolo Coppola (PD) ha anche inserito la delega (Art.7 comma 1 lett H) al Governo al Foia nella riforma dell’Amministrazione Pubblica varata lo scorso agosto.

La delega dà tempo al Governo fino al 28 febbraio 2016 per promulgare il Foia con un decreto legislativo. Il testo proposto solleva però non poche preoccupazioni all’interno di Foia4Italy, l’iniziativa che raggruppa 32 organizzazioni della società civile che, lo scorso febbraio, ne aveva presentato la prima bozza all’Intergruppo innovazione.

A 120 giorni dalla scadenza della delega per promulgare la legge, Foia4Italy chiede che il governo recepisca le raccomandazioni degli esperti internazionali presentate ieri alla Camera e renda trasparente l’iter legislativo aprendo una consultazione pubblica ufficiale sull’attuale testo del Foia.

Le valutazionisul testo della 3042 richieste da Foia4Italy sono firmate da tre dei massimi esperti della trasparenza e del diritto di accesso: Toby Mendel del Centre for Law and Democracy, Helen Darbishire di Access Info Europe e Ben Worthy del Birbeck College dell’Università di Londra.

Al netto delle carenze, la proposta è un passo in avanti importante per introdurre un reale diritto di accesso in Italia” sottolinea Worthy, esperto in diritto di accesso della University of London. “L’Italia si sta muovendo” riconosce Mendel, “ma c’è bisogno di un approccio più ambizioso”. “Le intenzioni sono buone” gli fa eco Darbishire, “ma il testo è ancora limitato da una mentalità amministrativa molto italiana”.

Gli esperti promuovono le intenzioni innovative del testo, ma non fanno sconti: troppe eccezioni, un ambito di applicazione da espandere e mancanza di misure di assistenza dei cittadini e di promozione del diritto di accesso sono i punti dolenti.

Per quanto riguarda l’ambito di applicazione, i tre lo denunciano come ancora troppo ristretto perché, per esempio, concede l’accesso solo ai cittadini italiani maggiorenni, non comprende l’attività amministrativa di Parlamento, il ramo giudiziario, gli organi di polizia e gli enti privati finanziati dallo Stato.

L’emendamento alla riforma della PA che ho presentato insieme all’On. Coppola già estende a ‘chiunque’ la facoltà di chiedere accesso” risponde Ascani sul primo punto.

Un altro punto dolente sono le eccezioni troppo ampie e formulate in maniera vaga che lascerebbero un’eccessiva discrezione per argomentare rifiuti alla trasparenza. Il diritto di accesso dovrebbe, sottolineano gli esperti, essere la regola e non una concessione ad-hoc.

Un esempio è la lettera d dell’art. del testo depositato alla Camera che esclude dall’accesso le informazioniche riguardino “la riservatezza di persone giuridiche, gruppi, imprese (…) con particolare riferimento agli interessi (…) finanziario, industriale e commerciale di cui siano in concreto titolari. Insomma, buona fortuna ai giornalisti e ai cittadini che volessero usare il Foia per sapere qualcosa su, per esempio, un’azienda partecipata.

Il faro guida del provvedimento dovrebbe, secondo i tre esperti, essere la tutela dell’interesse pubblico e le eccezioni intese come misure molto ben definite. In questo senso sarebbe auspicabile che il testo che dovrebbe essere presentato al Consiglio dei Ministri nelle prossime settimane, non prevedesse macchinosi rimandi ad altre norme ma, come nella normativa anglosassone, fosse un testo autosufficiente che prevalga su tutte.

So bene che la parte più importante di un Foia sono proprio le eccezioni al diritto di accesso” osserva Ascani, “e si sta lavorando per avere tutele più definite rispetto alla proposta presentata lo scorso aprile”.

Il terzo punto è la necessità di prevedere sanzioni che impongano alle amministrazioni di assistere i cittadini che chiedono di accedere agli atti (oggi appena il 35% si degna di rispondere entro i 30 giorni previsti per legge). A questa misura dovrebbero accompagnarsi anche provvedimenti per promuovere l’uso del Foia come già previsto in molti di altri Paesi.

Nei rating internazionali sul diritto di accesso, l’Italia occupa oggi una delle dieci posizioni peggiori al mondo (97esima su 102, dietro a Giordania e Tajikistan). Le prime analisi richieste da Foia4Italy mostrano che l’approvazione di un testo come quello attualmente depositato alla Camera migliorerebbe il suo punteggio di appena il 13% (da 65 a 85 punti).

Foia4Italy chiede perciò al Governo che il testo del decreto legislativo punti a posizionare l’Italia almeno tra i primi 50 paesi della scalaRTI  si rende disponibile per contribuire a questo miglioramento con le competenze dei suoi esperti e promuovendo una consultazione pubblica.

Mancano 120 giorni alla scadenza della delega per il Foia e sarebbe un peccato sprecare un’occasione così importante per dare più democrazia e trasparenza all’Italia.

  • Standard Post
  • Written by admin

FOIA: Le analisi internazionali sulla proposta di legge presentate oggi alla Camera

Ecco le review presentate oggi alla Camera da FOIA4Italy e realizzate da Toby Mendel (Centre for Law and Democracy), Helen Darbishire (Access Info Europe) e Ben Worthy del (Birbeck College dell’Università di Londra). Ringraziamo Davide Fezzardi per le traduzioni.

Review Toby Mendel (pdf):                en    it

Review Ben Worthy (pdf):                  en    it

Review Helen Darbishire (xls):         en

 

 

  • Standard Post
  • Written by admin

Press conference at the Chamber of Deputies: presentation of the international reviews of the Italian FOIA law proposal

 1 p.m. – Thursday 29 October

Press conference Room of the Chamber of Deputies (Via della Missione 4, Rome)

Speakers:
Anna Ascani (MP of the Democratic Party and promoter of the  FOIA Law Proposal)
Ernesto Belisario (Foia4Italy)
introduced by
Guido Romeo (Foia4Italy)

With the approval of the Public Administrative Reform las August, the Italian Government received from the Parliament the mandate to write within 6 months a legislative decree that regulates the access to documents, information and data held by public bodies. The Freedom of Information Act (FOIA) is an essential provision that most of longer-established democracies and many developing countries already have and it could guarantee a more transparent government, stronger actions against corruption and a more competitive economy.

The Italian Government has approximately 120 days to fulfill its mandate. However no hint was given on how the Italian Freedom of Information Act will be. Access to  information is a right that more and more citizens are claiminig: our online petition which has more that 41.000 signers is a clear proof of this.

At the moment, the only indications on the future of Right To Information in Italy are the ones included in the law proposal 3042 promoted by the MP Anna Ascani.

FOIA4Italy asked three of the main experts in the world on right to access to write a review of this proposal. The three reviews were made by:

  • Toby Mendel: Chair of FOIAnet, the international network of RTI advocates, and Executive Director of the Centre for Law and Democracy;
  • Helen Darbishire: Executive Director of Access Info Europe;
  • Ben Worthy: Politics Scholar at the University of London, expert in open data and trasparency.

Tomorrow (1 p.m.) Ernesto Belisario, lawyer and FOIA4Italy promoter, will present the three international review to Anna Ascani at the Press Conference Room of the Chamber of Deputies.

According to the RTI Rating, Italy has right now one of the ten worst law on access in the world: the three reviews will evaluate if the new law proposal is more effective and in line with the international standards and a preliminary estimate of the new RTI Rating will be given.

The press conference will be streamed at
http://webtv.camera.it/conferenze_stampa

For further information:
info@foia4italy.it
Guido Romeo: 349 41 54 010
Claudio Cesarano: 338 23 34 933

 

  • Standard Post
  • Written by admin

Presentazione delle review internazionali sul disegno di legge per un FOIA italiano


 13:00Giovedì 29 Ottobre

Sala Conferenze Stampa della Camera dei Deputati (Via della Missione 4, Roma)

con
On. Anna Ascani (PD)
Ernesto Belisario (Foia4Italy)
introduce
Guido Romeo (Foia4Italy)

Con l’approvazione della riforma della Pubblica Amministrazione lo scorso Agosto, il Governo Renzi ha ricevuto dal Parlamento il mandato di scrivere entro sei mesi un decreto che regoli l’accesso da parte dei cittadini ai documenti, alle informazioni e ai dati in mano alle Pubbliche Amministrazioni. Si tratta di una misura essenziale che la maggioranza delle democrazie avanzate possiede già da anni e che potrebbe garantire un’amministrazione più trasparente, un miglior contrasto della corruzione e un’economia più competitiva.

Mancano poco più di 100 giorni alla scadenza del mandato e ancora il Governo non ha dato alcuna indicazione su come intende tutelare questo diritto e quali saranno le disposizioni del tanto atteso Freedom Of Information Act. Eppure è un tema che tocca ogni cittadino, come dimostra la partecipazione alla nostra petizione che ha superato le 41.000 adesioni,

Al momento l’unico in materia di diritto di accesso depositato alla Camera è il disegno di legge 3042  firmato dall’On. Anna Ascani e depositato alla Camera lo scorso Aprile.

Noi di FOIA4Italy abbiamo, dunque, deciso di coinvolgere tre dei massimi esperti al mondo in materia di diritto di accesso e abbiamo chiesto loro di valutare l’efficacia di questo testo e il rispetto degli standard internazionali.

I contributi presentati sono ad opera di:

  • Toby Mendel: Chair di FOIAnet, network internazionale di attivisti del diritto di accesso, ed Executive Director del Centre for Law and Democracy;
  • Helen Darbishire: Executive Director di Access Info Europe;
  • Ben Worthy: docente della University of London, esperto di open data e trasparenza.

Domani alle 13:00, Ernesto Belisario, avvocato esperto di open government, presenterà ad Anna Ascani le tre review internazionali del suo testo.

Le review analizzano se questa legge rispetti gli standard internazionali e valutano se l’Italia sarà in grado di migliorare la sua posizione disastrosa nelle classifiche sul diritto di accesso.

La conferenza stampa sarà anche trasmessa via streaming all’indirizzo
http://webtv.camera.it/conferenze_stampa

Per ulteriori informazioni:
info@foia4italy.it
Guido Romeo: 349 41 54 010
Claudio Cesarano: 338 23 34 933

  • Standard Post
  • Written by admin

Riforma della PA: il Foia ancora non è legge

foiaslide

Chiariamolo subito: in Italia il Foia non è legge.

In seguito all’approvazione della riforma della Pubblica Amministrazione lo scorso 4 agosto con il testo “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” molte fonti, sia a livello governativo che parlamentare e giornalistico hanno rilanciato slide come questa, che aprono un pericoloso malinteso perché lasciano intendere che la nuova legge per l’informazione al centro della campagna Foia4Italy è già approvata dal Parlamento italiano.

Purtroppo non è così e perfortuna in molti si sono affrettati a segnalarlo. Da OpenPolis a Diritto Di Sapere (entrambi parte della campagna F4I).

Chiarito questo, possiamo dire che cosa manca perché la delega al governo per fare una legge entro sei mesi dall’entrata in vigore della riforma porti davvero al Foia italiano, o meglio alla nuova legge sull’accesso all’informazione come dovremo imparare a chiamarla.

Tra i punti a favore c’è sicuramente l’articolo 7, inserito grazie all’emendamento Ascani-Coppola, che fissa alcuni principi cardine di un FOIA. Innanzitutto è affermato il diritto di accesso per tutti, indipendentemente dall’interesse del richiedente: non importa, dunque, se la richiesta di accesso ai rendiconti di un Ministero o di un Comune arriva da un giornalista che scrive un’inchiesta o da un cittadino zelante. Inoltre, il ddl prevede che l’accesso sia possibile anche per via telematica e che siano fissate “sanzioni a carico delle amministrazioni che non ottemperano alle disposizioni normative in materia di accesso”.

Un altro punto a favore sono gli impegni pubblici sia del Primo ministro Matteo Renzi che del ministro Marianna Madia a dare all’Italia un vero Foia che potrebbe arrivare entro la primavera 2016, praticamente a un anno da quando l’On. Anna Ascani ha presentato la prima bozza recepita dagli uffici legislativi della maggioranza e visibile sul sito dell’Intergruppo parlamentare per l’Innovazione.

Il testo, già depositato alla Camera a firma di Ascani (PD), è realizzato a partire da quello proposto dalla coalizione FOIA4Italy.

 


 

I rischi che però tutto evapori in una bolla di sapone però ci sono. Sarà il decreto attuativo (o i decreti attuativi) a definire il futuro del diritto di informazione in Italia. Un decreto che, se ben scritto e applicato, potrebbe rappresentare uno strumento rivoluzionario nella lotta alla corruzione e garantire una reale trasparenza nei rapporti tra Stato e cittadino.

Difendere quelli che abbiamo individuato come i 10 punti irrinunciabili per un FOIA diventa adesso essenziale.

Firma la petizione per chiedere subito al Presidente del Consiglio Renzi un FOIA come garanzia di reale trasparenza e strumento nella lotta alla corruzione.

  • Standard Post
  • Written by admin

FOIA ovvero la trasparenza come antidoto contro la corruzione

La trasparenza è l’antidoto più potente contro la corruzione. Ecco perché ci vuole un Freedom of Information Act anche in Italia, e ci vuole subito. Il video di Transparency International Italia per Foia4Italy.

  • Standard Post
  • Written by admin

Ma il FOIA cos’è?

Cos’è il FOIA?

La sigla sta per “Freedom of Information Act” ed è un provvedimento che renderebbe più democratico il nostro Paese.

Permetterebbe infatti a tutti di accedere agli atti della pubblica amministrazione senza le tante restrizioni di oggi. Permetterebbe ai cittadini di sapere, di partecipare, di decidere.

E se non molliamo, presto l’avremo anche noi in Italia.

La coalizione Foia4Italy, di cui fa parte Riparte il futuro, è un progetto nato dalla società civile, attiva da anni su trasparenza, libertà di informazione, accesso ai dati per ottenere, anche in Italia, questi strumenti per controllare l’operato dell’amministrazione e snellire il suo lavoro.

Guarda e condividi questo video in cui Guido Romeo di Foia4Italy spiega cos’è il FOIA e perché dobbiamo lottare per averlo.

Entra in azione per questa battaglia.

  • Standard Post
  • Written by admin

Istituto Bruno Leoni: ecco come migliorare il testo di Foia italiano

“Il Freedom Of Information Act è uno degli strumenti più importanti di cui i cittadini di moltissimi Paesi del mondo dispongono per esigere trasparenza dal proprio governo” riconosce subito Giacomo Lev Mannheimer, fellow dell’Istituto Bruno Leoni, il think-tank intitolato al grande filosofo torinese che ha per missione la promozione della libertà individuale. Mannheimer ha studiato attentamente le fondamenta del Foia riassumendole in un bel paper disponibile anche sul sito dell’Ibl.

Il lavoro di Mannheimer fa un aperto endorsement al testo partorito da Foia4Italy che è stato ripreso e modificato degli uffici legislativi del PD (il testo modificato è stato depositato all Camera come PDL 3042 ed è anche disponibile sul sito dell’intergruppo innovazione di cui fanno parte anche esponenti di Scelta Civica, Ncd, M5S e Forza Italia) ed è appoggiato anche da parti consistenti dell’opposizione.

Ma la parte più importante del lavoro dello studioso non tanto è l’endorsement quanto le sue critiche. Il Foia potrebbe, infatti, far parte della riforma della Pubblica Amministrazione ed è importante per noi raccogliere più osservazioni possibili su come migliorarlo.

Mannheimer ha ben colto le parti innovative del testo quando sottolinea che: “I limiti individuati dalla proposta di legge all’ostensibilità degli atti, dunque, non si concretizzano in clausole generali, facilmente strumentalizzabili da parte della PA, bensì in casi maggiormente specifici e tassativi, conformi alle best practices delle legislazioni più evolute in materia di libertà di informazione. Ancor più determinante è il fatto che a dover motivare l’eventuale diniego all’accesso è sempre l’amministrazione”.

Ma se ammette che: “La proposta da FOIA4Italy (…) costituirebbe certamente una rivoluzione copernicana”, ha ben chiaro un suo punto debole.

“La proposta prevede un obbligo di motivazione in capo alla PA in caso di rifiuto espresso, ma non dispone sanzione alcuna in caso di silenzio dell’amministrazione. A ciò bisognerebbe porre rimedio, in quanto si tratta del più classico degli escamo- tages per ritardare o comunque disincentivare l’assunzione di reali responsabilità all’interno degli enti interessati. A ben vedere, infatti, un protratto silenzio da parte dell’amministrazione potrebbe finire per imporre un nuovo rovesciamento dell’onere della prova in capo al cittadino: il che è proprio ciò che il FOIA si propone di superare. Il rimedio contenuto nell’articolo 5, comma 2, della bozza, cioè il ricorso all’Autorità Nazionale Anticorruzione, sanziona infatti il diniego, ma non il silenzio di per sé. Quest’ultimo, se carente di motivazione, dovrebbe al contrario costituire una violazione a se stante.
Per altro verso, il FOIA proposto non abrogherebbe la disciplina prevista dal D.lgs. 33/2013 (che, come accennato, contiene specifici obblighi di trasparenza e pubblicazione di atti organizzativi, incarichi, bandi, bilanci, ecc. a carico delle amministrazioni). A ben vedere, infatti, i due sarebbero complementari: il FOIA riguarderebbe, cioè, soprattutto atti amministra- tivi particolari, laddove il D.lgs. 33/2013 risultasse inapplicabile o carente, intervenendo ex post, cioè su situazioni “patologiche” di mancata trasparenza amministrativa”.

Siamo molto grati a Mannheimer per le sue osservazioni di cui ci faremo portatori nella discussione sul testo e invitiamo tutti coloro interessati a migliorarlo a contribuire scrivendoci a info [at] foia4italy.it.

 

  • Standard Post
  • Written by admin

#Foia4Italy nella riforma della PA: “Primo importante passo. Ora occhi aperti fino al risultato finale”

Scatto in avanti per il Freedom of Information Act in Italia. La commissione Affari Costituzionali della Camera ha infatti approvato all’unanimità l’emendamento al ddl Madia, presentato da due deputati Pd, Anna Ascani e Paolo Coppola, che dovrebbe rendere accessibili gli archivi della pubblica amministrazione al pubblico e portare con il FOIA il diritto per ogni cittadino ad accedere, anche via web, ai documenti della PA.

“Occhi aperti, ma si tratta di un primo, importante risultato”, dicono i promotori di FOIA4Italy, progetto nato dalla società civile italiana, attiva da anni su trasparenza, libertà di informazione, accesso ai dati. Lo scopo, sostenuto da una petizione firmata on line da oltre 21mila cittadini è ottenere, anche in Italia, strumenti già disponibili in molti altri Paesi per controllare l’operato dell’amministrazione e snellire il suo lavoro. Vogliamo norme sulla trasparenza moderne, di larga applicazione e facilmente utilizzabili dai cittadini. E questo e’ certamente un primo passo in questa direzione”.

“Ora la palla passa dal Parlamento al Governo che è chiamato ad approvare un “vero” FOIA”, concludono i promotori. “E per noi il vero FOIA è quello che rispetta i nostri dieci punti. Anche per questo rilanciamo la nostra campagna”. 

  • Standard Post
  • Written by admin